Diageo Prestige Malt Room. Più che una degustazione, una esperienza.

Potremmo chiamarla “degustazione”, ma una esperienza nel Whisky, guidato da Pino Perrone è meglio definirla come “esperienza”.

Pino ha la capacità di accompagnarti nel mondo del whisky con un blend di cultura, informazioni tecniche, curiosità e, non ultimo consigli pratici su come degustare al meglio il whisky che hai nel bicchiere.

Conosco Pino da un paio d’anni, e non avevo alcuna intenzione di perdermi l’opportunità di vederlo all’opera in occasione dell’apertura della Diageo Prestige Malt Room, all’interno del Cocktail Bar Drink Kong a Monti, attualmente al 21°posto nella classifica mondiale 50’s Best Bars

L’occasione è di quelle ghiotte.
La sala è una “Ginza Room” in stile giapponese. Le etichette di whisky messe a disposizione potremmo tranquillamente considerarle come il piccolo tesoro di un collezionista disposto ad aprire bottiglie che in pochi aprirebbero.

Ma Patrick Pistolesi e Lorenzo Mancusi sono due professionisti del settore, e la partnership con Diageo, rappresentata in questa occasione da Manuel Cesandri, non poteva che dar luogo ad una location perfetta in ogni suo dettaglio, dall’atmosfera all’estetica – inclusa quella dell’elegantissima carta dei whisky – e non ultimo il modo di pensare la serata.

Solitamente, in questi articoli, dopo una breve introduzione si passa alla descrizione dei distillati. Io però, nello stile di Wining.it, preferisco soffermarmi su tutto ciò che questa serata è stata in grado di passarmi.

Indubbiamente l’aspettativa era tanta. Già vedere nelle teche bottiglie di Port Ellen 40 yo faceva un certo effetto, ma è sul modo di condurre di Pino Perrone che voglio soffermarmi. Ho già avuto il previlegio di condividere con Pino alcune degustazioni e, ogni volta, esco da questi momenti arricchito. Arricchito in quanto a cultura, a curiosità da condividere a mia volta e nella capacità di apprezzare meglio ciò che ho nel bicchiere.

Ma si sa, a me appassionano le storie.
Ho degustato whisky? Certo, ma adesso so anche della scoperta del whisky da parte della borghesia inglese, prima dedita al cognac. Così come del legame tra il whisky e la fillossera, o che il proibizionismo- dal 1920 al 1933- lo abbiamo pensato sempre legato agli Stati Uniti mentre invece è stato in vigore anche in altri paesi.

Scopro anche che è grazie alla Diageo se nel 1915, a seguito del siluramento dei sommergibili che portavano cereali, la stessa Diageo, allora proprietaria dell’unione dei produttori di lieviti, mediò con il governo del Regno Unito paventando un possibile fallimento con possibili problemi nella produzione di pane (!)

Potrei andare avanti all’infinito, e tutto in un’ora di presentazione. Confesso che pensando a Pino e al Whisky mi viene in mente il film Johnny Mnemonic. Vorrei succhiare tutto il suo sapere, ma non ho ancor individuato la sua presa USB per inserire la mia chiavetta 😊

Ok torno al whisky.
Pino ci ricorda che l’approccio olfattivo deve essere graduale. Che il bicchiere giusto è quello a tulipano. Che in alcuni casi poche gocce di acqua posso essere utili per una seconda degustazione. Che gli aromi si stratificano: floreali, poi fruttati, poi i terrosi/torbati. E io che pensavo solamente di “bere”…

Abbiamo provato, in pairing con Uramaki di Ricciola, Bao con tamagoyaki e Cheddar:

Johnnie Walker Blu Label Legendary Eight
E’ uno dei Brand di whisky più riconoscibili, lo scotch più venduto a livello mondiale, con una vendita al dettaglio di quasi 20 milioni di casse all’anno. Tra tutti i prodotti della gamma J.W.Blue Label è l’espressione più rara e costosa; questo è un blend di single malt esingle grain di 4 distillerie chiuse: Brora, Carsebridge, Cambus e Port Dundas, e di 4 distillerie ancora operative: Oban, Lagavulin, Blair Athol e Teaninich.

Dalwhinnie 30yo
Una delle distillerie più elevate della Scozia, inizialmente chiamata Strathspey cambiò successivamente nome in Dalwhinnie, in onore del villaggio vicino alla distilleria. Il suo nome in gaelico significa “Plain of Meetings”

Cameron Bridge 26yo
Di proprietà della Diageo, è la più grande e antica distilleria di cereali in Europa. Ha anche il merito di aver installato il primo “patent still” al mondo un alambicco che rimase in funzione fino al 1929

E le note degustative?
No. Quelle le lascio a voi per quando deciderete di fare un salto alla Diageo Prestige Malt Room per provare qualcosa dalla loro magnifica carta. Anche se non troverete Pino ad ammaliavi con i suoi racconti, troverete Patrick, Lorenzo e Davide che renderanno la vostra visita una vera esperienza.

Ma soprattutto, e credo sia il caso di dirlo, a meno che non decidiate di lanciarvi in una degustazione stellare chiedendo di aprire il loro Port Ellen 40 yo 9 Rouge Cask, molti dei whisky in carta sono accessibili ad un prezzo decisamente ragionevole.

Prestige Malt Room by Diageo presso Drink Kong
Piazza San Martino ai Monti 8 – Roma
Tutti i giorni dalle 18.30 alle 2.00

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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