Modena Champagne Experience – Cambiare cover YT e Immagine

Non sono uno “specialista” di Champagne. E per me, una manifestazione come Champagne Experience, nella quale è possibile entrare in contatto con 700 etichette e 140 produttori e per di più insieme agli amici di Vinodabere.it, era una occasione ghiotta – oserei dire imperdibile – per approfondire l’argomento e migliorare la mia conoscenza.

Uno spazio organizzato per aree, con Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Côte des Bar, più uno spazio dedicato alle “Maison Classiche”.

Una bella giornata di assaggi e approfondimenti. Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay sono i tre “noti” protagonisti, ma in che modo vengono utilizzati nella produzione di uno Champagne? E quale è l’”apporto” che ognuno di essi può dare allo Champagne? Ecco, queste erano le tre domande che mi hanno spinto ad andare a Champagne Experience.

Parliamoci chiaro, quando voglio “capire” un vino o un vitigno, compero bottiglie. Cosa però decisamente più complicata quando si parla di Champagne visti i costi, i quali per quanto recentemente sia possibile trovare dei récoltant-manipulant che oramai vendono a costi più che sostenibili, la faccenda si fa decisamente più complessa nel caso delle maison più prestigiose.

Ma torniamo ai tre vitigni. A chi come me si è approcciato a questa manifestazione sia per raccontarla che per approfondire la conoscenza in merito allo Champagne, posso dire che la mia percezione dopo circa un centinaio di assaggi suggerisce che il Pinot Meunier è quello che conferisce allo Champagne freschezza. Al Pinot Noir è riservato il compito di conferire potenza, mentre allo Chardonnay la morbidezza – oserei dire suadenza – eallo Champagne.

Chardonnay da eleganza e morbidezza, pinot noir la potenza il menieur la freschezza e le note fruttate e vegetali

Al momento dell’assaggio, ogni produttore presenta il suo vino enunciando le percentuali dei tre vitigni e il dosaggio dello zucchero. Io, confesso, prediligo i Pas Dosé, quegli assaggi che entrano in bocca in modo affilato e diretto. Pare però, a detta dei miei “amici esperti” che questa sia piuttosto una tendenza del momento in quanto non propriamente caratteristica degli Champagne più prestigiosi.

Fatto sta che effettivamente di assaggi con basso dosaggio ne ho trovati decisamente molti, e che la mia preferenza è andata sicuramente a quegli Champagne nei quali il protagonista era il Pinot Meunier.

Come ultima considerazione, devo necessariamente soffermarmi sul successo di questa manifestazione. Vedere una fiera gremita e banchi d’assaggio pieni, per una manifestazione il cui biglietto di ingresso non può certo definirsi venduto a prezzo popolare, non può che portarmi a fare i compimenti agli organizzatori.

www.champagneexperience.it

 

Facebook
Telegram
Pinterest
WhatsApp
Email
Redazione

Redazione

Sparkle 2024

Sparkle è una guida nata nel 2002, quando le attenzioni al vino spumante secco erano decisamente

I vini del cuore

Studio a Firenze, e non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di fare un salto alla manifestazione “Saranno

Leggi anche...