Sallier de La Tour

Una panchina. Ecco perché Costanza Chirivino voleva a tutti i costi portarci, in una giornata calda e assolata, in cima alle sue colline. Una panchina, in alto, a dominare queste terre. Un luogo che ti porta a stare in silenzio e a lavorare con gli occhi e con l’immaginazione.

Siamo a Sallier de La Tour, una delle cinque Tenute di Tasca d’Almerita.
Siamo nella DOC Monreale, in quella parte di Sicilia meno conosciuta, nell’entroterra tra Palermo e Trapani.

Confesso di essere in difficoltà nella scrittura di questo articolo. In difficoltà in quanto il mio drone può trasferire quello che i miei occhi hanno visto, ma non quello che ho provato.

In difficoltà perché l’ospitalità è una cosa che va vissuta e non raccontata. Una ospitalità fatta di tanti piccoli dettagli, di piatti semplici ma ricercati, dominati dal desiderio di mettere nel piatto “quella” Sicilia, quei profumi e quei sapori, e magari di farlo con quel tocco di estro che non guasta mail.

Sentirsi a casa. Sentirsi a disagio quando ricordi che tra qualche ora il tuo aereo parte e te ne devi andare. Provare a distrarti lasciandoti affascinare da quel Syrah che nella Tenuta rappresenta il 50% della produzione. Prima con gli ammiccanti profumi e frutti della versione in rosa di “Madamarosé” e poi con la profondità e la garbata speziatura del Syrah “La Monaca”.

Mi sono trovato molte volte ad esclamare “…sorprendente questa parte di Sicilia!”. Ecco, ci siamo di nuovo.
Questa volta senza mare, senza vulcani, senza saline, ma con tante altre cose capaci, comunque, di emozionare.

Tenuta Sallier de La Tour

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