Si fa presto a dire “calice”

In famiglia bevo solo io. Pranzi e cene fuori sono caratterizzati dalla ricerca del calice.

Cosa avete di aperto? Spesso poca scelta, ma poichèé non posso bermi una bottiglia da solo, mi devo accontentare.
Però, se posso accontentarmi del vino, non riesco ad accontentarmi del resto.

Io del vino che andrò a bere, vorrei “fruirne” come Dio comanda.

A. Per favore portatemi un calice, quello giusto, degno di tale nome, e possibilmente non quei bicchierini piccoli da ristorante fuori porta.

B. Non pretendo che la bottiglia sia presa nel modo giusto né che il braccio sinistro sia dietro la schiena, ma per favore portatemi la bottiglia al tavolo e fatemi vedere l’etichetta. Non mi basta sapere che è un “Sauvignon”. Che produttore? Che anno?

C. Se possibile, mettetemi in condizione di berlo. Nel recente viaggio in Slovenia usano la regola dello 0,10 nel bicchiere (che oltre tutto ha una tacca sul vetro), però me lo fanno pagare dai 2.20 euro in su. Se tu mi fai pagar eun calice dai 6 euro in poi, lo 0,10 non mi sembra appropriato.

Pretendo troppo?

 

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Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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