Standing Ovation per Josef Reiterer al Merano Wine Festival 2022

La giornata del martedì del Merano Wine Festival è sempre un po’ più rilassata e deputata ad ospitare le bollicine di Francia e Italia, a cui quest’anno si sono aggiunti i vini di Bio&Dinamica.

In questo contesto, l’8 Novembre si è svolto, per l’evento di Naturae et Purae a cura di Angelo Carrillo, la consegna del premio intitolato a Rainer Zierock, il filosofo agrario venuto a mancare nel 2009, che è stato antesignano di quella che sarebbe diventata la coltivazione e la vinificazione “naturale”, ovvero di quella scienza che teorizza il prodotto della Terra all’interno del bicchiere con l’apporto, solo residuale, di apparati tecnologici.

A ritirare il premio, vinto da Thomas Niedermayr non presente per motivi di salute, consegnato dal patron del Merano Wine Festival Helmut Kocher, la figlia del filosofo: Myrtha Zierock, che con i fratelli Emilio e Theo lavorano nella azienda materna (Elisabetta Foradori). Per l’occasione sono state ristampate e donate alcune copie del libro “Il Pentagon”, opera filosofica di Rainer, rieditate nelle traduzioni in italiano ed inglese dal figlio Theo.

da sinistra:  Josef Reiterer, Helmut Kocher, Myrtha Zierock, Angelo Carrillo e Michael “Muggi” Reiterer

L’evento si è svolto all’interno di un altro Evento, con la E maiuscola perché tale è, ovvero una Masterclass tenuta da Josef Reiterer, fondatore nel lontano 1982 della cantina Arunda Vivaldi, che con il conferimento delle uve dall’esterno produce a Meltina uno dei migliori Metodo Classico in Italia, con l’azienda posta a 1200 metri di altezza, ossia la cantina più alta d’Europa. Di una passata esperienza con questo maître à penser, ne avevamo già doviziosamente scritto l’anno scorso (link). La sala Sissi scenario della premiazione e della masterclass, è per l’occasione abbellita dalle tele disegnate dal figlio Michael “Muggi” Reiterer.

La Masterclass ci dà l’opportunità di degustare una verticale del suo Extra Brut Riserva (dal 2011 al 2006) e tre chicche con  dégorgement a più di 20 anni dall’imbottigliamento, tutto rigorosamente in formato Magnum.

Bottiglie di Arunda Extra Brut Riserva

Ma andiamo per gradi, iniziando dall’Extra Brut Riserva, la 2011 è stata tirata nel 2012 sboccatura nel 2017, si riscontra buona mineralità e freschezza associata ad una buona aromaticità associabile a crosta di pane. La Riserva 2010 è stata tirata nel 2011 sboccatura nel 2016, leggermente più evoluto anche se il dosaggio è sempre quello dello stile della casa (4 mg/l di zucchero di canna), con evidenti note di arancia matura. La 2009 è stata tirata nel 2010 sboccatura nel 2015, ancora crosta di pane ma non gode più di una spinta di freschezza che verifichiamo anche negli altri, forse a causa dell’annata un po’ più calda. La 2008 è stata tirata nel 2009 sboccatura nel 2014, è veramente equilibrato con freschezza e grande pienezza in centro bocca piena con note di mela cotogna, un capolavoro fra tutti. La 2006 sboccato 2011, in fase evolutiva ma non ossidato, presenta freschezza mantenuta con sentori di frutta gialla sciroppata, bollicina ancora viva, e malgrado i quasi 20 anni, ha una grande bevibilità. Tutte queste vinificazioni non ricevono fermentazione malolattica per scelta di Josef, poiché ha deciso di rinunciare al “grasso” dato da questa lavorazione, per salvaguardarne la freschezza, traguardando un obiettivo di invecchiamento. Missione compiuta.

Arriviamo ai grandi fuoriclasse della degustazione: Chardonnay 2000 Zierock, rientra tra quelli che Josef ha messo a punto in accordo con Reiner, presenta note mature (pera williams), ma bollicina ancora perfetta. A seguire entriamo nell’iperspazio, perché approcciamo un pari annata (2000), ma che usa come uva di base il Petit Verdot; veramente incredibili la freschezza coniugata ai sentori astringenti di frutti rossi ancora vivi e la lunghezza (questo lo si poteva immaginare), con finale di leggero sottobosco, che il vitigno riesce a conferire alla beva. L’ultimo esemplare della Masterclass, data anno 1997 ed è denominato Phineas One, altro esperimento di Reiner e Josef, in cui è stato usata l’uva di Assyrtiko, vitigno greco, come base di spumantizzazione: bollicina sempre fine ma presente, malgrado i 25 anni passati, sentori di freschezza ancora presenti e non scontati, vino che finisce abbastanza “dritto” e persistente.

Phineas One annata 1997

Alla fine di questa esperienza, Josef si accomiata dalla platea ripercorrendo le principali tappe della sua vita insieme alla moglie Marianna, annunciando infine all’età di 76 anni, la sua decisione di ritirarsi dalla conduzione operativa dell’azienda Arunda, che lo vedrà cedere lo scettro della cantina a Wolfgang Tratter, attualmente enologo della cantina St. Paul. Questo gli permetterà di avere più tempo per sé e per Marianna, intraprendendo quei viaggi che avrebbe voluto fare, ma che conservava in un cassetto, per questioni di tempo.

Standing Ovation per una persona che è stata uno dei motori dell’enologia altoatesina a cui, soprattutto il mondo del Metodo Classico, deve tantissimo.

Josef e Marianna Reiterer Copyright azienda ArundaVivaldi

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Paolo Valentini

Paolo Valentini

Approccia il mondo del vino seguendo corsi di avvicinamento nel 2003. Già da quegli anni partecipa a manifestazioni enologiche come visitatore assiduo. Inizia poi a collaborare nei panel di assaggio della guida "vini buoni d'Italia" per varie regioni, per poi passare per un paio di anni in Slowine per la regione Sardegna. Nel biennio 2016/2017 entra nell'organizzazione e nel panel di assaggio dei "I vini dell'Espresso". In questi anni ha partecipato alle più importanti anteprime di vini per la stampa. Negli ultimi anni partecipa come giurato in vari concorsi quali Grenaches du Monde, Radici del Sud, Lucio Mastroberardino. Dal 2018 partecipa al progetto di alcune testate giornalistiche. Oltre che cultore del mondo del vino lo è anche del mondo dei whisky

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